Cosa è?

Il colpo di frusta cervicale è un evento traumatico dovuto a incidenti stradali e non solo. Anche in ambito sportivo (come nel rugby e, meno frequentemente, nel calcio) è possibile subire un colpo di frusta. Tecnicamente parlando, il Gruppo di Studio della Scoliosi e della colonna vertebrale di Vigevano, lo definisce come il brusco movimento causato da improvvise forze di accelerazione/decelerazione a livello del rachide cervicale e della parte superiore del tronco, di solito conseguente ad impatto frontale o posteriore. È una lesione da non trascurare se si prende in considerazione che una quota significativa di coloro che sono interessati da questo evento sviluppano una disabilità cronica.
Oltre l’aspetto medico, bisogna anche capire come si produce il colpo di frusta da un punto di vista pratico, ad esempio, in un incidente automobilistico. Quando in auto si subisce un tamponamento, il corpo viene dapprima proiettato in avanti, mentre la testa è scagliata all’indietro, sottoponendo il collo a un’iperestensione. Un’altra possibilità è durante un brusco arresto dell’auto dove il corpo resta praticamente fermo sul sedile, mentre la testa ed il collo vengono proiettati in avanti e quindi sottoposti ad un’iperflessione. Può anche derivare da un movimento di inclinazione laterale della testa a destra o sinistra. Insomma, ogni colpo di frusta deve essere valutato individualmente, dato che i fattori che lo compongono sono tanti.

Quali sono i sintomi del colpo di frusta?

I danni provocati da questo trauma interessano generalmente i tessuti molli del collo, in casi eccezionali si possono subire lussazioni o fratture. I sintomi vanno dal dolore cervicale alla cefalea, alla rigidità cervicale, fino alle vertigini e parestesie agli arti superiori.
Tendenzialmente la sintomatologia dura da 4 a 8 settimane (acuto), ma statisticamente un 50% dei pazienti, anche senza lesioni strutturali, rimane sintomatico per oltre tre mesi (cronico). Questa cronicizzazione provoca tanti e tali disturbi nel paziente che finisce col peggiorare la sua qualità di vita. Si possono avvertire palpitazioni e può subentrare affanno, ansia e, nel peggiore dei casi, depressione.

Perché non allarmarsi…

Numerosi studi scientifici dimostrano che il dolore non è correlato al grado della lesione (lesioni anche di maggiore entità al rachide cervicale riscontrabili alle radiografie possono essere pressoché asintomatiche), ma si è scoperto che il male è principalmente legato alla paura del paziente. Ridurre la paura quindi diminuisce la disabilità e la sofferenza.

Cosa fare e cosa non fare dopo il colpo di frusta?

È essenziale innanzitutto evitare la catastrofizzazione della malattia. Trasmettere ansia e aspettative negative alla persona in questione può indurre addirittura l’effetto “nocebo”, portandolo alla cronicizzazione.
Pertanto, seguendo le linee guide della letteratura internazionale, una delle cose fondamentali da fare dopo avere subito un colpo di frusta è andare dallo specialista per capire il dolore e cercare di recuperare la piena funzionalità. Per accompagnare il paziente nella guarigione dal colpo di frusta, il medico deve essere in grado di offrire gli strumenti al paziente per affrontare la paura, attraverso tecniche terapeutiche quali l’esposizione ed altri interventi didattici volti a migliorare la funzionalità.

 

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