Il nuoto ti fa bene”. Questa è la prima frase che uno zio sapientone potrebbe pronunciare durante un pranzo domenicale, qualora a tavola qualcuno confessi di soffrire di mal di schiena. Si è sempre parlato delle bontà di questo sport, al punto di farlo sembrare una soluzione miracolosa per ogni tipo di dolore. Ma i risultati ottenuti nella ricerca sviluppata dall’Istituto scientifico italiano colonna vertebrale (Isico) del 2013 sono diametralmente opposti alle ipotesi sostenute dalla vulgata popolare. E non solo.

Storicamente, il nuoto veniva prescritto a chi soffriva di diverse problematiche muscolo-scheletriche, in particolar modo la scoliosi e la lombalgia. Invece, oggi si è dimostrato che, paradossalmente, questa attività fisica può essere nociva per chi soffre di queste patologie. “Dal punto di vista posturale il nuoto induce a un collasso della schiena -spiega il dott. Fabio Zaina, fisiatra di Isico- ed allena soprattutto la muscolatura degli arti, essendo praticato in scarico. Il dato, poi, sul mal di schiena conferma un fatto già noto: il nuoto, proprio per i carichi intensi in allenamento, se praticato a livello agonistico induce il mal di schiena.

Ma ciò non vuol dire che adesso il nuoto sia diventato il principale nemico della nostra schiena. È giusto che venga consigliato in alcuni casi perché lo stare in acqua permette di non dover contrastare in continuazione la forza di gravità e, quindi, di poter eseguire movimenti articolari globali in condizione di “scarico”. Basta parlare con il medico, ma in ogni caso lo sforzo non deve essere eccessivo.

Com’è stato fatto lo studio?

Lo studio “Swimming is not a scolosis treatment: a controlled cross-sectional survey” ha messo a confronto un gruppo di 112 nuotatori a livello agonistico (nuoto praticato 4-5 volte settimana) con una popolazione scolastica, maschile e femminile, di 217 studenti di pari età, che pratica sport in maniera amatoriale o non lo pratica affatto.

In entrambi i casi sono stati misurati i gibbi, la cifosi e la lordosi ed è stato fornito ai ragazzi un questionario per rilevare la presenza di mal di schiena. I nuotatori, soprattutto femmine, presentavano delle asimmetrie del tronco più accentuate ed erano maggiormente ipercifotici, di conseguenza con una frequenza maggiore di dorsi curvi e mal di schiena.

I sorprendenti risultati dello studio

  • Il nuoto non cura la scoliosi e in diversi casi può accentuarla o addirittura provocare il mal di schiena;
  • Di conseguenza, il nuoto non può più essere considerato una terapia per la scoliosi. Sia negli agonisti che negli amatori si sono riscontrate diverse asimmetrie a livello del tronco con una generale accentuazione della curva cifotica;
  • Questi atteggiamenti posturali hanno portato i soggetti a soffrire di dorsi curvi e mal di schiena, specialmente nelle donne.

Un altro mito è crollato

E, come se non bastasse, una ricerca parallela condotta anche da Isico ha messo a confronto tennisti agonistici e non, dimostrando che “non è assolutamente vero che uno sport asimmetrico come il tennis induca o peggiori la scoliosi”.

“La correlazione che c’è fra sport e mal di schiena è la quantità e interessa sia chi ne fa troppo sia chi ne pratica troppo poco”, dice Zaina. “L’ideale è scegliere uno sport, tenendo presente che attività molto mobilizzanti della colonna (ginnastica artistica e ritmica, ad esempio) ci mettono più a rischio, soprattutto in casi di predisposizione naturale, mentre sport in carico (come la corsa) contribuiscono a rinforzarla perché ci costringono a vincere la forza di gravità”.

“Non è assolutamente vero che uno sport asimmetrico come il tennis induca o peggiori la scoliosi”.

Partendo dalla filosofia di lavoro del Metodo Movertebra, affermiamo senza dubbio che l’attività fisica in generale è un bene per la salute del nostro corpo in ogni tappa della vita. Ma ciò non vuol dire che qualsiasi attività fisica vada bene per tutti. E’ preferibile affidarsi al consiglio di uno specialista prima di intraprendere una nuova strada nel mondo dello sport, specialmente nel caso si abbiano antecedenti di lombalgia, scoliosi o altro.

Qui entra in gioco il concetto di promozione della salute, nell’intendere lo sport come una sana abitudine in grado di contribuire allo sviluppo ed al continuo potenziamento delle proprie risorse interiori in un equilibrio dinamico.

*Lo staff medico di Movertebra si aggiorna periodicamente presso l’Istituto scientifico italiano colonna vertebrale (Isico).

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