Di sicuro non è la prima volta che senti parlare del termine tunnel carpale, spesso affiancato ad un’altra parola come dolore, malattia o addirittura intervento chirurgico. Sembrerebbe trattarsi di un’entità astratta e complessa situata all’interno del nostro corpo. Invece, no. Il tunnel carpale, come il suo nome lo indica, è una struttura stretta, proprio un ‘tunnel’ dentro il nostro polso. Per essere più chiari, Il fondo e i lati di questo tunnel sono formati dalle ossa del polso (carpo).

Per avere una spiegazione più approfondita su questa disfunzione nell’anatomia del nostro polso, ci serviremmo della spiegazione del professore Giuseppe Sessa, direttore della Clinica ortopedica dell’Università di Catania e Presidente della Società italiana di ortopedia e traumatologia. “La sindrome del tunnel carpale è una neuropatia da ‘intrappolamento’, dovuta alla compressione del nervo mediano al suo passaggio all’interno del tunnel carpale, un canale delimitato dalle ossa del polso e da tessuto connettivale (legamento trasverso del carpo)”.

Le ricerche scientifiche hanno evidenziato che questo tipo di dolore al polso è circa tre volte più frequente nelle donne, ed è strettamente legato all’attività lavorativa oppure sportiva che svolga la persona. I casi più frequenti si osservano nel settore manifatturiero, negli addetti a lavori di ufficio, e persone che svolgono lavori in cucina oppure in albergo, per menzionare alcuni. Insomma, parliamo di lavori che costringono alle persone a eseguire dei movimento ripetitivi in una cattiva posizione del polso. Una caratteristica di questo male è il fatto che i sintomi si accentuano durante la notte.

tunnel carpaleI sintomi della sindrome del tunnel carpale

  • Sensazione di dolore, intorpidimento o formicolio, specialmente nelle prime tre dita.
  • A volte si può sentire una scossa elettrica;
  • Questo dolore si può propagare lungo la spalla e il braccio.
  • I sintomi tendono a insorgere gradualmente;

Come si può prevenire?

In alcuni casi questa sindrome del tunnel carpale può progressivamente peggiorare. Da ciò, l’importanza di una diagnosi fatta a tempo, che permettera al paziente di intraprendere un trattamento non invasivo oppure l’implementazione di attrezzi correttivi della postura del polso. La chirurgia viene proposta quando le terapie mediche e fisiche falliscono o quando la sintomatologia è presente da diverso tempo in modo costante.

Vediamo a continuazione quali sono le best practice nel caso in cui si presentino alcuni i sintomi soprastanti:

  • E’ chiaro che sempre si deva prima andare dal medico, evitando “autodiagnosi”. Detto questo, è importante capire che in questi casi è fondamentale fare in modo che il polso rimanga in posizione neutra il più possibile. Quindi, come prima cosa si dovrebbe interrompere quella attività ripetitiva che sta creando il disturbo (o almeno diminuire al minimo) ed utilizzare semplici ausili che permettano di lavorare in ergonomia (ad esempio, al computer);
  • Un tutore o una stecca rigida indossati durante la notte aiutano a tenere il polso in posizione neutra (visto che i sintomi tendono a peggiorare di notte);
  • Esercizi specifici di ginnastica del polso e di stretching dei muscoli i cui tendini passano nel tunnel carpale sono fondamentali tanto nella prevenzione quanto nel percorso di guarigione.
  • In momenti di dolore acuto, e sempre sotto prescrizione medica, i farmaci semplici possono aiutare ad alleviare il dolore.

Altre considerazioni riguardanti ai dolori al polso

La sindrome del tunnel carpale è una problematica relativamente frequente, , non si possono escludere altre malattie (talvolta ancor più comuni) che presentano dei sintomi similari. Un esempio paradigmatico è la forse non altrettanto conosciuta, ma molto spesso sotto diagnosticata, radicolopatia cervicale (patologie della colonna cervicale con interessamento delle radici nervose) che può coinvolgere anche l’intero arto superiore, incluso il collo.

Allo studio medico Movertebra viene posta massima attenzione alla corretta diagnosi e cura di tutte queste problematiche muscolo scheletriche, in un metodo che è sempre atto a curare l’organismo stimolando le risorse interiori dell’individuo, senza chirurgia né farmaci.

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