Dott. Raul E. Giunta – Medico Chirurgo Ortopedico

Nel 2014, dopo aver condensato l’esperienza accumulata in una vita di studio e di lavoro, fondo Movertebra, un trattamento riabilitativo personalizzato orientato al paziente per casi di dolore muscolo scheletrico e disfunzioni posturali, della colonna vertebrale e della zona scapolare e pelvica.

Il mio studio medico, a Udine, riceve pazienti da tutta Italia e dai Paesi Europei confinanti.

Titoli di Studio

Medico Chirurgo ortopedico, Albo Medici n. 1409, Ordine dei Medici chirurghi e degli odontoiatri, Gorizia (Italia).

  • Master internazionale “Principles and Practice of Scoliosis Conservative Treatment” presso l’Italian Scientific Spine Institute (ISICO).
  • Esperto in Gestione della qualità nell’azienda sanitaria, Bs As, Argentina.
  • Già Chirurgo Ortopedico Pediatrico, Mendoza, Argentina.

Il dottor Dott. Raùl E. Giunta è un medico chirurgo ortopedico  esperto nel trattamento di una vasta gamma di disturbi muscolo-scheletrici e neurologici, con particolare enfasi su condizioni come la scoliosi, la cifosi o dorso curvo, la lombalgia, la cervicalgia e la spallalgia. Grazie alla sua vasta esperienza, il Dott. Raùl E. Giunta è in grado di diagnosticare e trattare efficacemente pazienti che soffrono di queste patologie, aiutandoli a recuperare la funzionalità e a ridurre il dolore.

Oltre a ciò, il Dott. Raùl E. Giunta è specializzato nell’affrontare le sfide poste da lavori di scrivania e lavori ripetitivi, che spesso possono contribuire allo sviluppo di condizioni come l’ernia del disco, l’artrosi e l’osteoporosi. Con un APPROCCIO COGNITIVO MOTORIO INTEGRATO, il Dott. Raùl E. Giunta lavora con i pazienti per sviluppare programmi di trattamento mirati che comprendono terapie fisiche, esercizi specifici e modifiche dello stile di vita per migliorare la salute muscolo-scheletrica e prevenire ulteriori danni.

Inoltre, il Dott. Raùl E. Giunta è un esperto nel trattamento della fibromialgia, una condizione complessa che richiede una gestione multidisciplinare per alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita del paziente.

Esperto in:

Disturbi posturali

  • Scoliosi
  • Cifosi o
    Dorso Curvo

Disturbi algici

  • Lombalgia
  • Cervicalgia
  • Spallalgia

Disturbi muscolo scheletrici lavorativi

  • Lavori di scrivania
  • Lavori ripetitivi

Altri disturbi algici

  • Ernia del disco
  • Artrosi
  • Osteoporosi
  • Fibromialgia

Altri disturbi algici

  • Emicrania
  • Cefalea
  • Mal di testa

Per diventare medico iniziai nel 1972, nella mia città natale, gli studi di medicina, presso l’Università di Cuyo, Mendoza, Argentina. Ricordo con una certa nostalgia il primo anno di facoltà, dove grazie ai professori di psicologia medica, lessi Carl Rogers e Abraham Maslow, ma allora ritenevo importante solo la visione “carne e ossa”. Tornerò su questo aspetto più avanti.

L’evento che ha cambiato tutto

Alla fine del 1979 mi laureai e agli inizi del 1980, a causa di uno sforzo violento, iniziò il mio pellegrinaggio in compagnia del dolore (lombosciatalgia acuta), ancora oggi non concluso. Rimasi folgorato per terra “senza gambe”, lentamente mi arrampicai su di una sedia dove sostai a lungo.

Questa sfortuna sarebbe poi diventata fortuna perché mi avrebbe permesso, negli anni a seguire, di arrivare a una conclusione, mi auguro per tanti, incoraggiante.

Al momento del trauma ero troppo indaffarato come specializzando in chirurgia e non mi era consentito fermarmi, l’unico diritto e dovere che avevo in quel ruolo era quello di lavorare.

Infatti, non feci nessun accertamento diagnostico, presi (credo) qualche antidolorifico, magari “un massaggino”, un po’ di riposo, relativamente parlando, e avanti!

Quindici giorni dopo avevo ripreso quasi tutte le mie capacità funzionali, il fastidio era ancora presente ma ridotto. Dopo un mese, avevo ripreso in pieno lo sport e così via.

Quarant’anni dopo, il mio compagno di rotta nominato “diavolo” … ops… dolore, non mi ha abbandonato, però adesso, da un bel po’ di tempo, sono io a gestire lui. Aggiungo che fino ad oggi non ho mai smesso di fare tanti e diversi sport a livello amatoriale come rugby, equitazione, squash, sci, arti marziali e nuoto, pur con le limitazioni dell’età; solo il Covid-19 mi ha costretto a rallentare, ma non a mollare.

Come dicevo, l’esperienza mi è servita a capire sulla mia pelle che il fatto di aver trascurato la fase acuta non fu causa di una nefasta prognosi. Il moto psico-fisico fece il suo e la mia percezione algica non mi spinse a catastrofizzare. Mi insegnò, tra i tanti aspetti, a non terrorizzare, ma sempre a incoraggiare il paziente con lombalgia.

Fare di più non vuol dire fare meglio

Se non vi ho annoiati ancora, vado avanti. Questa testimonianza non è sicuramente per vantarmi di quanto bravo sono stato, ma è diretta a chi soffre di lombalgia e pensa di essere condannato a vita.

Non è così! Ha un inizio e una fine, però molto dipende dall’impegno di entrambi i componenti del binomio medico-paziente.

Già in Argentina, svolgendo le specialità in chirurgia pediatrica ed ortopedica, istintivamente mi veniva più di comunicare con il paziente che di tagliare e ingessare. So cosa pensate, che non ero tagliato per quel ruolo.

Ma seguite il filo del racconto.

Non ancora convinto nel 1996 feci uno stage all’Avana, Cuba, sui fissatori esterni per le ossa, abbinato alla riabilitazione neuro-ortopedica; questo corso rivelò in me un particolare interesse per le cure conservative.

Lì appresi che il dolore vertebrale può avere origine (secondo studi svedesi, tra gli altri) fino all’80% da fattori funzionali e nel 20% da quelli organici, conoscenze che segnarono in parte il mio futuro decisionale.

Inoltre, individuai la loro applicazione nella pratica sanitaria secondo una visione bio-psico-sociale della medicina: tornai con la mia mente ai suoi precursori Carl Rogers e Abraham Maslow.

Rientrato in Argentina ottenni la specializzazione in gestione della qualità dell’azienda sanitaria, conobbi un altro nuovo pilastro per il mio avvenire, il Dottor A. Donabedian, tanto per nominare uno di tanti maestri, dal quale imparai che il paziente non deve essere succube della sua terapia, ma “privilegiato”, e che fare di più non vuol dire fare meglio.

Avevo infatti imparato l’importanza di prestare attenzione all’adeguatezza e all’ottimizzazione per snellire i processi diagnostici e terapeutici sanitari, verso un percorso di medicina sostenibile.

Sempre in viaggio col “copilota Dolore” arrivai a fine 2002 in Italia. Dopo aver risolto grandi intoppi burocratici diventai medico italiano nel 2004 ed esaurito dalla burocrazia decisi (sbagliando) di non procedere con il riconoscimento delle mie specializzazioni mediche.

Mi sembrò quasi di essermi auto-condannato, però a distanza di tempo ritengo che questa crisi di solitudine abbia rappresentato una grande opportunità di cambiamento e riflessione.

Nel 2005, “neo-laureato” italiano, ritornai al rugby, questa volta amatoriale e senza volerlo diventai “l’aggiustaossa” dei giocatori, miei coetanei e subito dopo dei loro cari.

Una preziosa alleata

Per farla breve, grazie a questo processo di serendipity, scoprii la mia nuova disciplina, abbandonando senza rimorsi definitivamente la chirurgia per occuparmi con passione del dolore muscolo-scheletrico, del quale, come sai, il re è la lombalgia.

Con la resilienza che mi accorsi di avere e pure (ancora) con il mal di schiena, aprii il mio studio. Misi in atto tutta la mia esperienza medica, ma anche quella personale di paziente sofferente. Partivo già avvantaggiato dalla mia esperienza, rendendomi subito empatico e disponibile di fronte a chi, sofferente, si recava da me, perché avevo sempre ben presente il ricordo della mia vicenda, dove la regina è l’incertezza.

Cominciai, “isolato”, la mia ricostruzione personale e in parallelo la costruzione, utilizzando come cavia me stesso, corpo e mente, di un “approccio terapeutico empirico”, giacché non potevo essere accettato in nessun centro specialistico.

Consapevole dal posto che occupa la lombalgia nella sofferenza dell’uomo, dei fattori (funzionali) che prevalentemente la provocano, orientai la terapia verso l’educazione sanitaria mirata alla prevenzione, ma anche alla promozione della salute abbinate all’utilizzo di terapie riabilitative conservative.

Come paradigma di riferimento scelsi la medicina bio-psico-sociale, attento all’ascolto del paziente, alla sua partecipazione attiva nella cura e nell’autogestione del dolore, consapevole dell’invecchiamento, con sempre maggior longevità, per rendere la persona autosufficiente, in linea con la tanto anelata sostenibilità sanitaria.

Lavorare da solo è troppo gravoso e senza confrontarsi è impossibile crescere, per cui da un decennio mi sono associato al Gruppo della Scoliosi e della Colonna Vertebrale (GSS) che mi aggiorna senza sosta fornendomi le più recenti conoscenze sul rachide.

Subito dopo ho conosciuto e sono diventato socio dell’Associazione Italiana Studio Dolore.

Entrambe queste istituzioni le sento parte del mio “team unipersonale” grazie all’arricchimento scientifico e umano che ricevo, di cui sarò sempre riconoscente.

Il mio compromesso di fronte alla persona con lombalgia in primis è sicuramente diminuire il dolore, ma l’obiettivo fondamentale è quello di affrontare a fianco del paziente tutti gli aspetti dell’essere umano che in diversa misura vengono colpiti dalla noxa, come gli aspetti fisici, psico-emozionali, spirituali, sociali e lavorativi, sia per evitare la cronicizzazione della lombalgia acuta sia per evitare delle ricadute.

Per finire, riprendo la frase introduttrice, il dolore è un segnale d’allarme, che nel caso personale segnò la mia strada chiamata lombalgia, che inizia con l’avvio della mia professione negli anni ‘80 e arriva ad oggi, piena di soddisfazioni, sia come paziente che come medico. Vuol dire davvero che non posso percepirla come il diavolo ma come alleata.

Ricapitolando

Faccio al caso tuo se vuoi:

  • Sconfiggere il dolore senza ricorrere a farmaci né a rischiosi interventi invasivi

  • Recuperare la funzionalità articolare e muscolare.

  • Imparare a gestire il corpo secondo principi ergonomici e trasformarsi in gestore consapevole del proprio benessere.

  • Capire che questo è un processo non una soluzione magica.

  • Tornare attivo perché è una priorità assoluta per te e la tua famiglia.

Non sono adatto a te se vuoi:

  • Assumere medicinali che danno unicamente sollievo temporaneo

  • Affrontare trattamenti medici invasivi senza certezza di miglioramento

  • Optare per trattamenti passivi

  • Convivere con il tuo mal di schiena perché non influisce sulla qualità della tua vita

  • Non vuoi impegnarti in un percorso terapeutico in cui esprimerti attivamente per ritrovare il benessere psico-fisico

Testimonianze

dei pazienti che mi hanno reso più orgoglioso

Un vero professionista, persona capace ed estremamente preparata. Risolve problemi alla schiena con estrema facilità e che altri medici, in tanti anni, non erano stati in grado di curare. Bravissimo.

Paolo Dri

Sono arrivata dal dottor Giunta quasi per caso, nel mio animo c’era rassegnazione ma anche speranza. Ho trovato un professionista che mi ha insegnato a conoscere e sentire la mia schiena, a capirla ed educarla. Il dottor Giunta ti riporta in equilibrio senza farmaci o magie ed un corpo equilibrato è pronto ad affrontare qualsiasi avventura.
Un professionista serio e capace, innovativo e precursore dei tempi.

Cristina Tirelli

Conosco il Dott.Giunta da più di 5 anni e mi sono sottoposto ai suoi trattamenti per lunghi periodi. All’inizio per problemi di dolori lombari o alle gambe, causati sia dal guidare parecchie ore al giorno sia per il fatto di giocare ancora a calcio (a più di 50 anni).
Tutte le volte che ho avuto dolori, anche gravi e intensi come nel caso di un mal di schiena che non mi permetteva di dormire, ho sempre risolto in maniera abbastanza veloce e definitiva la patologia che in quel momento mi tormentava.
Da circa un anno invece ho iniziato ad utilizzare il metodo Movertebra come uno stile di vita, integrando le sedute presso lo studio con esercizi quotidiani che faccio a casa e che mi permettono di affrontare la giornata molto più rilassato, sciolto e con maggiori energie.
Ho mandato dal Dott.Giunta amici e parenti e gran parte di loro hanno trovato grande giovamento nelle terapie.
Per chiudere non posso che consigliarlo a tutti per smettere con gli antidolorifici e gli anti infiammatori e risolvere in maniera definitiva quelle patologie che causando dolore rendono la vita difficile.

Mauro Tronchin

Avevo provato diverse terapie a causa di un problema di ernia del disco, ma si erano rivelate tutte dei meri palliativi. Su consiglio di alcuni amici ho deciso di affidarmi alla terapia proposta dal Dott. Giunta.

Mi ricordo che percepivo un dolore acuto che mi faceva assumere posizioni scorrette alla disperata ricerca di sentire meno dolore, oppure mi trovavo alla ricerca di un posto in cui sedermi o sdraiarmi affinché il dolore si attenuasse.

Non potevo fare quasi nulla, né deambulare né le attività quotidiane di manutenzione degli apparecchi domestici che sempre faccio. Avevo cominciato con alcune iniezioni prescritte dall’ortopedico, poi avevo indossato il busto e mi ero sottoposto ad ozonoterapia. In seguito alla prima seduta con il metodo del dottor Giunta, avevo percepito un forte dolore assumendo le posture/posizioni corrette con gli esercizi, dopo alcune sedute ho cominciato a sentire il beneficio. Anche a casa riuscivo ad assumere una posizione più eretta. Ho sentito un miglioramento lento ma costante, anche se la strada è ancora lunga.

Il metodo Movertebra è stato per me passare dal metodo “farmacologico” al “naturale”, intervenendo sulle cause dello squilibrio e del dolore. L’ho già consigliato agli amici!

Mario Borean

LA SOLUZIONE AL TUO DOLORE

Il nostro esperto, Dott. Raùl E. Giunta,
ha una vasta esperienza nel trattamento di:
lombalgia, cervicalgia e scoliosi 

Grazie alle sue competenze e alle conoscenze all’avanguardia che utilizza, può offrirti il miglior trattamento possibile per risolvere i tuoi problemi di salute

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